martedì 20 settembre 2011

Bassi Maestro & Dj Shocca - Musica Che Non Si Tocca (2010)


1. Intro
2. Musica che non si tocca
3. Per la vita feat. Mic Geronimo
4. Wake up!
5. L'amore dov'è? feat Ghemon Scienz
6. Il suono originale feat. Maury B.
7. Così vero
8. Outro

“Musica Che Non Si Tocca” è stato un po’ il caso anomalo della scorsa stagione musicale,uscito infatti il 30 Novembre 2010 si è imposto subito come un lavoro controcorrente rispetto alle tendenze dettate dalle leggi del mercato attuale che impongono al Rap un sapore tanto nuovo quanto,spesso,troppo sperimentale,troppo libero e quindi senza nessuna base.
L’intento di Bassi Maestro,responsabile delle rime,e di Dj Shocca,l’equivalente per i suoni,è invece proprio quello di riscoprire e di riproporre il suono “classico”,intramontabile,quel suono che molti rapper e produttori italiani,importandolo dagli USA negli anni ’90 hanno fatto proprio rendendolo grande ed emozionante. E’ proprio di Bassi che si parla il 90% delle volte che i nostalgici ricordano gli anni ’90 in cui “una nazione era sotto lo stesso groove” come direbbe Esa El Funky Prez,Rock B. invece ha avuto molte meno occasioni di uscire dall’anonimato,collaborando a ben pochi progetti in cui,però,si rendeva riconoscibilissimo il suo suono come il suo talento.
Partendo dal suono appunto,l’album è molto omogeneo,richiama sicuramente i beats anni ’90 che Shocca aveva già prodotto per i Centro13,oltre che per i suoi progetti da solista,le produzioni,tutte affidate a lui tranne la penultima traccia,prodotta dal socio Frank Siciliano,ci svelano un Dj Shocca preparatissimo ed in gran forma,capace di creare un tappeto musicale molto coinvolgente ed emozionante ma soprattutto capace di produrre beats senza tempo come quelli che producevano 15 anni fa i suoi illustri colleghi Deda,Fritz Da Cat e lo stesso BusDeez,non serve questo album a inserire Shocca nella lista dei numeri 1 in Italia,merito che si era già guadagnato con “60Hz”.
Passando alle rime troviamo Bassi Maestro che dopo 8 album da solista e una ventina di progetti tra collaborazioni,mixtapes,compilations e dischi del collettivo “Sano Business”,dimostra di avere ancora rime potenti da rappare. E’ un Bassi molto più ispirato rispetto agli ultimi progetti che hanno portato la sua firma,che scava nella storia del Rap con lucidità e passione,che ci parla con intimità e spietatezza verso chi si oppone alla musica Vera,al microfono troviamo anche GhemonMic Geronimo e Maury B,quest’ultimo capace di sfornare una strofa davvero leggendaria.
Per concludere “Musica Che Non Si Tocca” è un buon lavoro,non il migliore né per Shocca né per Bassi ma sicuramente un punto importante per il Rap italiano che si vede,nel 2010,ritornare dal passato due simboli del Rap italiano,determinati e molto ispirati.

Testi: 7,5
Produzioni: 8,5

Brani migliori: “Musica Che Non Si Tocca” & “Il Suono Originale”

-Recensione scritta da Suiti Agca

sabato 4 giugno 2011

Kiave & Macro Marco - Fuori Da Ogni Spazio Ed Ogni Tempo (2011)


1. Fuori Moda
2. N.O.I.
3. Countdown feat. Bassi Maestro, Turi & Don Plemo
4. I.O.
5. Fino All'Alba feat. Mecna, Hyst, Rafè & Ghemon
6. Reato D'Emozione
7. Misantropia

Kiave e Macro Marco sono due componenti del collettivo Blue-Nox Academy. "Fuori Da Ogni Spazio Ed Ogni Tempo" è un EP di sette tracce (nel disco originale sono presenti anche le strumentali) tutte prodotte da Macro Marco tranne l'ultima, "Misantropia", prodotta da Stabber aka StabbyoBoy, conosciuto per il progetto Artificial Kid in collaborazione con Danno e Dj Craim. Il tappeto musicale è di tutto rispetto. Hanno collaborato al progetto musicisti della Torino Funk Shui Project, in particolare nelle tracce "Fuori Moda" e "N.O.I.", e Lady Flavia che si è esibita con il suo flauto traverso nella traccia "Reato D'Emozione". Kiave possiede una padronanza del lessico notevole, il suo flusso di rime è particolare, personale, non puoi confonderlo con nessun altro. Nota di merito per le tracce "Countdown" dove compaiono Bassi Maestro, Turi e Don Plemo e "Fino All'Alba" con Mecna, Hyst, Rafè e Ghemon. Per quanto riguarda i contenuti l'Ep ne è ricco e vengono affrontati in modo intelligente senza scadere nel banale. Consiglio questo disco a chi ama le sonorità classiche. Un disco fresco ma che al tempo stesso ti porta indietro negli anni. Un viaggio tra musica e parole, e in questo, la Blue-Nox, non è seconda a nessuno.

Migliori brani: "Fino All'Alba" e "Reato D'Emozione".

-Recensione scritta da GloomyDarko


mercoledì 25 agosto 2010

Sangue Misto - SxM (1994)


01. Sxm
02. Clima Di Tensione
03. Lo Straniero
04. La Parola Chiave
05. Cani Sciolti
06. Senti Come Suona
07. La Porra
08. In Dopa
09. Manca Mone
10. Piglia Male
11. Fattanza Blu
12. Notte

Stasera vi parlo di quello che, per molti, è il miglior album italiano mai stampato, avrete già capito, uno dei più grandi episodi della storia della musica italiana: ”SxM”.
I Sangue Misto si manifestano con questo solo album, un singolo in vinile e qualche collaborazione, ma hanno lasciato un segno tangibilissimo, scavato nell’asfalto e immortale nel tempo, a testimoniare che a volte la musica può veramente fare tanto per chi sa conoscerla, studiarla, apprezzarla ed amarla, tutte capacità ben note ai 3 artisti impegnati in questo lavoro, un vero dream team di menti creative e talentuose a livelli difficilmente raggiunti da altri abitanti di questo sistema solare.
Neffa: per molti il miglior rapper italiano di sempre, sicuramente uno dei più bravi, innovatori ed influenti, lo stesso discorso lo vede coinvolto come produttore.
Deda: uno dei produttori italiani migliori di sempre (forse il migliore?) nonché uno dei miei preferiti, ed uno tra gli mcees più mistici ed ahimè incompresi.
DjGruff: messia del turnablism in Italia, grande come produttore, primo tra i rappers.
Questo album, vale, probabilmente per tutti e 3, il momento di massima creatività, a mio parere, nonostante i classici di Neffa, solo Gruffetti, e solo in un’occasione (ovvero “0S3SS”) è riuscito a stampare qualcosa di meglio dopo quest’album.
Insomma un album che ha moltissimo da dire, da raccontare ed insegnare, un suono unico all’epoca che troverà seguito negli album di Gruff, sempre più personale e, soprattutto nei tre album di Neffa, in cui grande merito va proprio ai due colleghi, sempre presenti in massicce proporzioni.
Penso che album come questi, creano emozioni diverse in ognuno di noi, per questo è difficile generalizzare alcuni concetti (lo è stato per parlarvi degli autori), e allo stesso tempo è un album che non stanca mai, il merito a questi 3 è quello di aver creato un suono immortale.

Onore a Gruff, Deda e Neffa.

BEATS:9,5
TESTI;9,5

Migliori brani:”Lo Straniero”;”Piglia Male”;”Clima Di Tensione”;”Cani Sciolti”

VOTO COMPLESSIVO: 9,5

DjGruff: 9
Deda: 8
Neffa: 8,5

-Recensione scritta da Suiti Agca



Colle Der Fomento - Odio Pieno (1996)


01. Lato oscuro
02. Solo hardcore
03. Quello che ti do [Feat. Julie P.]
04. Sopra al colle
05. Quando verrà il momento
06. Ninna nanna [Feat. Julie P.]
07. Elfo oscuro
08. Pornorockers
09. Funk romano
10. Sempre vero
11. Ciao ciao [Feat. Kaos e Piotta]
12. Cinque a uno
13. Non ci stò
14. Outro
15. Strappali e scuotili (bonus track)
16. Non ci stò (remix) (bonus track)
17. Sopra al colle (remix) (bonus track)
18. L'attacco dei funkadelici 4 (bonus track) [Feat. Piotta e Julie P.]

Corre l’anno 1995, e l’Hip Hop, già noto a Bologna e Napoli, arriva a Roma, per mezzo di artisti come Ice One soprattutto e una manciata di altri. Tra i primi gruppi a mettersi in luce c’è la “Taverna VIII Colle” con Er Piotta, Il Danno, La Beffa e Ice One (già noto per il suo album d’esordio “B-Boy Maniaco), il gruppo parteciperà ad una compilation col brano “Sopra Il Colle”e poi… il resto è storia, il gruppo cambia nome, perde il Piotta e stampa il Classicissimo!
Odio Pieno è un album che rappresenta al 100% il suono hardcore anni ’90 e, soprattutto, made in Italy, insomma, tutta verità, ingredienti genuini e la garanzia di tre menti creative e talentuose.
A 15 anni dalla sua uscita è ancora uno degli album che, giustamente, gira di più negli stereo dei b-boy seri, passiamo al disco (distribuito dalla Virgin).
A primo ascolto si direbbe un disco veramente hardcore, con tutti i difetti che ne conseguono (i brani non sono tutti originalissimi) ma che, rappresenta appieno i pregi del genere (si vedano le strumentali, il punto stra-forte).
Produzioni garantite dall’impegno di uno dei veri pionieri del suono Rap italiano, Ice One, un maestro capace di rendere questo album fondamentale per il suo suono, come lo è stato “SxM” e come lo sarà, poco dopo di questo, ”0S3SS”.
Al microfono compare due volte Piotta, per fortuna in un periodo ancora fortunato e mister Numero1 “Kaos One” la cui strofa rende un classico il brano “Ciao Ciao”, irresistibilmente hardcore, anche Ice One reppa un paio di strofe (Ninna Nanna, L’Attacco Dei Funkadelici 4),il primo un vero e proprio trip narrato dai 3 con lucidità trasportante, il secondo un brano meno pretenzioso, interessanti gli episodi da “solisti” “Sempre Vero” di Masito,dove rappa una buona strofa e “Elfo Oscuro” uno dei punti più alti dell’album in cui si fondono un talento infinito come quello dimostrato dalle rime del Danno e la maestria e il knowledge di IceOne.
Insomma, il superlativo usato nell’introduzione è più che giustificato.

BEATS:9

TESTI:6,5

Migliori brani: “Solo HardCore”;”Quello Che Ti Do”

VOTO COMPLESSIVO: 9

-Recensione scritta da Suiti Agca

domenica 22 agosto 2010

Lord Bean Demo (1999)


01. Intro (Procto)
02. Sotto i bombardamenti feat. Davo
03. I veri criminali
04. Gli occhi della strada feat. Inoki, Joe Cassano
05. Mohamed (Interlude)
06. On the run
07. Il compl8 del78 feat. Trilambda
08. La vita che avro'
09. Bombardamenti a tappeto feat. Gente Guasta
10. Outro feat. Jonnie Real

Questa sera vi parlo di uno tra gli mc più talentuosi, creativi, seri ed esperti che l’Italia possa vantare. Pochi sono infatti gli italiani che potevano, possono o potranno guardarlo negli occhi quando tra i due c’è un microfono, tra questi metterei Danno, Lugi, Esa, Kaos, Gruff, Neffa e ben pochi altri. Lui si chiama Lord Bean, conosciuto dapprima come writer con vari alias (aka), poi anche come mc, veste con la quale ha lasciato alcune delle tracce più tangibili del fatto che l’Hip Hop italiano, se dovesse un giorno morire, è esistito e, in alcuni casi, è stato davvero qualcosa di magico.

Cose come queste mi vengono in mente mentre ascolto “Lord Bean” ovvero il demo dell’omonimo rapper, che, volendo considerarlo come album a tutti gli effetti, si piazzerebbe nella mia personalissima classifica, al quarto posto degli album migliori di sempre.

C’è poco da dire, molto da ascoltare, non c’è un brano che non sia passato nelle mie cuffie meno di 500 volte, un “album” che rasenta la perfezione e, giuro, mi emoziono se penso a quanto sia difficile decidere se il punto forte siano le produzioni (molto più che eccelse) o le strofe (per le quali ogni parola di valutazioni mi suonerebbe insulsa), passiamo al disco.

Produzioni di Fritz Da Cat (mi scuso per eventuali errore grammaticali ma mentre scrivo il Suo nome, abbasso il capo in segno di ammirazione totale) e Goedi, insomma... i primi due produttori che incontreresti per strada uscendo... più un brano prodotto da un altro signor nessuno come (se non lo sapete sono certo rimarrete un attimo a bocca aperta) Dj Premier. Le strofe sono a cura di Bean, che dimostra di non avere proprio nulla da imparare nonostante sia il suo primo demo, ma anzi, ha moltissimo da insegnare: tecnica sempre presente, nessun testo banale, molta rabbia e molta fotta e un flow che ti fa vedere immagini nitide e ti fa sentire le parole sotto la pelle, grazie Bean!

Ospiti al microfono come Esa, Polare, Inoki, Joe Cassano e Asher Kuno, non riescono (no, nemmeno i primi due) a far sfigurare Bean. Insomma un disco assolutamente ottimo, nessun brano potrà annoiarvi o stancarvi (ve lo confermo dopo il 501esimo ascolto proprio ora). Insomma, nessun brano scade o svaluta il disco, ma ognuno lo arricchisce e, se tutti i brani devono essere riconosciuti per quello che sono, quindi ottimi, alcuni brani, confesso che sono diventati delle vere colonne sonore per la mia vita.

Mi sembra giusto citare una delle più belle ed importanti canzoni per la storia dell’HardCore italiano “Gli Occhi Della Strada” che unisce sullo stesso groove Inoki, Bean, Joe Cassano e Frtiz (brrr... provate a nominarli tutti insieme senza sentire i brividi), ma non è tutto qui, bellissimi brani sono “Bombardamenti A Tappeto” prodotta da Goedi con Gente Guasta al mic, impossibile non ricordare “La Vita Che Avrò” e “I Veri Criminali” che riprende il loop di un interludio contenuto nella compilation “Frtiz Da Cat” di cui mi sfugge il produttore, infine va ricordato un brano da 10 e più, ”On The Run” beat assurdo, metriche potenti concentrate in 3 strofe in cui chiude la bocca a qualunque rappuso, un brano HardCore al 100%.

BEATS:10

TESTI:9,5

Migliori brani: “Gli Occhi Della Strada”,”On The Run”,”Bombardamenti A Tappeto”

VOTO COMPLESSIVO: 10

“…Stickers con le tag,come cos del Rap, io, malato per le firme, più a farne che a dirne…”

-Recensione scritta da Suiti Agca

Kaos One - Fastidio (1996)

01. Intro [prodotta da Piscopo]
02. Centopercento [prodotta da Piscopo]
03. Solo Per Un Giorno [prodotta da Piscopo]
04. Meglio Che Scendi ft. Piscopo [prodotta da Piscopo]
05. Il Codice [prodotta da DJ Skizo]
06. Knock Out [prodotta da Piscopo]
07. Black Hole ft. Lowdy NCN
, Sean [prodotta da Piscopo]
08. Domani Sarà Peggio ft. SamboFlambo [prodotta da Piscopo]
09. Ora Non Ridi Più ft. Deda, 00n-to [prodotta da Piscopo]
10. Per La Vita [prodotta da Piscopo]
11. L'Antidoto [prodotta da Piscopo]
12. Fastidio ft. Lowdy NCN
[prodotta da Piscopo]
13. Giabaud Meets Perluscone [prodotta da Piscopo]
14. Meglio Che Scendi Remix ft. Piscopo [prodotta da Piscopo]
15. Fino Alla Fine [prodotta da Deda aka Chico MD]

Siamo arrivati quindi al punto di svolta… Rap, HardCore, Old School… è difficile classificare questo lavoro, che tutto è tranne che un album, io, infatti, nel piccolo della mia conoscenza e della mia esperienza lo definirei “L’Album”.

Il primo episodio solista di Kaos, dopo la duplice esperienza con i Radical Stuff si contorna di Chicopiscopo (Neffa), Lowdy NCN (DjGruff), Sean e Deda… insomma, un dream team al lavoro per la missione (riuscita) di stampare l’album migliore mai distribuito in Italia. Neffa si occupa delle produzioni, lasciando a Deda lo spazio del remix di un brano, lo stesso Neffa con gli altri tre soci già citati collabora per le strofe... e che strofe!

Finora avevamo sentito il “Don” soltanto in inglese, lingua con la quale, poco prima di questo grande episodio aveva già scritto la storia affiancandosi a Skizo e Dre Love e, in un caso, anche ai Lo Greco Bros. Lo avevamo sentito ruggire per la prima volta, nella sua lingua madre, in “Don Kaos”, brano de “La Rapadopa”... insomma, leggetevi i nomi di artisti e di album che ho citato finora… la storia in poche righe.

“Fastidio” arriva dopo tutto questo e stravolge il mondo dei b-boys all’ascolto, dopo tutta questa bella preview, vi parlo dell’album che (dimenticavo) è stato stampato e distribuito dalla “0S3SS” del “Genio” Gruffetti.

“…Bisognerà uccidere... ucciderò... bene, bene…”

Dopo una macabra e minacciosa introduzione (prodotta da Piscopo e lo stesso KaosOne), il Don, ci accoglie con “CentoPerCento”, a mio parere, il miglior brano italiano... cominciamo bene... l’atmosfera “rabbiosa” ruvida ed aggressiva, si abbassa, ma “Solo Per Un Giorno”, ovvero solo per la durata di questa bellissima traccia, tornano le liriche ruvide in “Meglio Che Scendi” in cui Neffa, con una strofa epica, non riesce ad alzare il livello, essendo questo già ben oltre il sublime, si respira la più pura atmosfera “hardcore” nel leggendario brano “Il Codice” la miglior dedica ai writers da un writer, mai scritta (prodotta da Skizo). La skit “Knock-Out” ha, a mio parere, il compito di avvisare dell’improvvisa scossa che colpirà i vostri ghettoblaster con la traccia che segue, ”Black Hole”, rime cattive, underground al massimo, in cui, al Don, che ci regala un’entrata che fa venire i brividi, si affiancano due signor Nessuno come Lowdy e Sean, in un brano che potrebbe essere citato in un manuale sullo stile dell’mceeng. Segue un brano abbastanza atipico, uno dei miei preferiti in assoluto, in cui il “Maestro” si ferma a prendere consapevolezza delle sue certezze e delle sue debolezze, il bilancio è inevitabilmente negativo, e la negatività regna in questo brano già dal titolo “Domani Sarà Peggio”, in cui però, alle delusioni legate alla vita nella musica si lega l’orgoglio di fare una musica seria e di credere in ciò che si sta facendo, promettendo di essere attivi solo finchè saranno la verità e la passione a sostenere l’artista.

Si abbassa il livello di “impegno” ma non quello dello stile nel brano “Ora Non Ridi Più”, da segnalare la strofa di Deda che, a volte, ci fa credere concretamente che venga dal futuro, tali stupende sono le immagini che, spesso e volentieri, ci regala e che hanno fatto di lui, un artista indimenticato ed indimenticabile... insomma, Kaos si dimostra l’unico a poter fronteggiarlo in un brano senza sprofondare.

“Per La Vita” è un altro dei brani più “conscious” come si dice oggi, cambio di stile dunque rispetto alla maggior parte dei brani dell’album, rivolti più verso l’Old School, nonostante il cambiamento di stile, Kaos si adatta bene e ci dimostra che non è un brano costruito ma, voluto e vissuto, a proposito dell’amicizia vera e degli ostacoli, come il tempo e il denaro, che spesso minano anche i rapporti più veri.

Abbandona completamente i “buoni sentimenti” in “L’Antidoto” dice di avere appunto, la cura, per il male causato dal contatto con la musica falsa, un dissing che mira direttamente a Jovanotti, diventato famoso proprio in quel periodo con brani “pseudo-rap” ma, un dissing ben fatto, che colpisce e fa abbassare la testa qualunque falso b-boy, di qualunque provenienza o era di appartenenza.

Per la gioia di molti, nella title-track, torna con altre 16 perle Lowdy, per la gioia di molti tranne che dei due artisti che, su un beat del Chicopiscopo, raccontano il loro “Fastidio”, una skit, ”Giabaud Meets Perluscone” anticipa il remix di “Meglio Che Scendi” a cura del guru, tanto delle rime quanto dei campionamenti, ovvero il Chico MD, brano che anticipa la chiusura dell’album in “Fino Alla Fine”, pezzi come questi dovrebbero farne decisamente di più: Neffa in forma più che mai alla produzione, un’unica strofa dove il “Don” concentra tutte le sue chicche e spara rime senza pietà su chiunque sia riuscito a sopravvivere ai suoi attacchi fino a quella, l’ultima traccia.

Un album che ha moltissimo da dire, che regala molti bei momenti, che conta la collaborazione dei migliori artisti italiani mai esistiti su un progetto di quello che, forse è il migliore in assoluto, Kaos.

Volendo concludere, il miglior album italiano mai ascoltato.

BEATS:9

TESTI:10

Migliori Brani:”CentoPerCento”;”Domani Sarà Peggio”;”Black Hole”

VOTO COMPLESSIVO: 10

“…Suono solo mono ma le radio rifiutano il mio demo come un alieno,al business sono estraneo…”

-Recensione scritta da Suiti Agca

Dj Gruff - 0S3SS (1997)

Un vero genio, se si parla di musica, è l’Artista, non a caso con la “a” maiuscola, che si cela dietro quello che è il terzo album migliore mai pubblicato in Italia nella nostra classifica… B-Boys and Flies, vi parlo di DjGruff.

Zero Stress si presenta come la perla di uno tra gli mc, i produttori e i djs migliori che lo stivale abbia mai potuto contare, per darvi un’idea della persona di cui si parla, se non lo sapete, Gruff è colui che ha introdotto in Italia la tecnica del “turnablism” o lo “scratch”, nasce infatti come ballerino e poi come dj, ma è come produttore, e soprattutto come mc, che ci dà le migliori soddisfazioni, rivelandosi come qualcuno che ha con la musica un rapporto intimo, originale e viscerale.

“OS3SS” o meglio Zero Stress,esce nel 1996, distribuito dall’omonima etichetta nata proprio in quel periodo, figlia dello stesso Gruff come alternativa alla Flying Records che aveva distribuito “SxM”.

Informazioni come questa a me sono sempre interessate poche, in effetti ci sono poche presentazioni da fare, un album assolutamente da studiare, più che ascoltare.. tanti ospiti, sia al mic (Sean, Kaos, Gopher, Deda, Neffa, Camelz..) sia tra i produttori (Skizo, Neffa e Deda..) per citarne solo alcuni.

L’album è grassissimo, difficile scegliere da dove cominciare, ben 22 tracce, non altrettanti brani effettivi, limitati da una buona presenza di skit parlati, interludi etc etc, moltissime le perle da estrarre che, possono uscire dall’album ed entrare nell’intimo della vita di un b-boy serio.

Gruff farà grandi cose da qui in avanti,prima di questo album, oltre ad “SxM”, il suo nome era stampato solo su “La Rapadopa”, compilation che introduce il suo stile da produttore, stile che trova le giuste evoluzioni in “Zero Stress” e nei vari episodi a seguire tra cui citerei, nel caso vi fossero sfuggiti “O tutto o niente”, ”Maserio” e “Uno”. Insomma, un album vero, che vanta produttori di talento, e i migliori rapper italiani, entrambe le categorie, in buoni casi, al massimo della forma.

Urge ricordare le produzioni di Deda in “Dimmi Se Ti Piace Adesso” e “Versi Di Passione” che, con due beats insegna come vanno fatte certe cose, Neffa sa il fatto suo in “Tifititaf” che vede lui al campionatore, Gruff e Gopher D al microfono, insomma un dream team... se la canta e se la suona invece, Gruff nello splendido episodio di “Bom Cilomo” ed è da ricordare infine la collaborazione tra Skizo e Dada per la produzione di “Lucida Follia”, brano cantato da Giuliano Palma e Gabriele, rappato dal monsignor Gruffetti e Aliosha dei “Casino Royale”.

BEATS:9,5 (almeno la metà della responsabilità del voto va attribuita a Deda con le sue due perle)

TESTI:7,5 (22 tracce sono un po’ troppe se si vuole costruire un disco che suoni, anche per ciò che riguarda i testi, 100% Old School)

Migliori Brani:”Versi Di Passione”, ”Lucida Follia” citare 2 brani è un enorme torto a tutti gli altri,dal primo all’ultimo.

VOTO COMPLESSIVO: 9,5

“…L’arrapamento avvia la fotta, ti scratcho tutta, umetta, fammi sentire come scotta, lasciami gustare quest’ebollizione, a cui dedico i miei versi di passione…”

-Recensione scritta da Suiti Agca

Bassi Maestro - Contro Gli Estimatori (1996)

01. Gli Estimatori - intro
02. Meglio Riconoscere
03. Bella Bassi
04. Musica Da Camera
05. Piccolo Bassi
06. Ad Occhi Aperti
08. It's Like That Y'All
08. Rappresento Per il Fine Settimana
09. Puoi Sentirlo
10. La Spremuta Col Caffè
11. Mettiti A Sedere
12. Niente Amore
13. Gli Estimatori (outro)
14. Tempo Di Cazzeggio

Contro Gli Estimatori è il primo album ufficiale di Bassi Maestro, la prima occasione per mettersi in mostra e dare un’idea di sé, sfruttata davvero alla grande. Nell’incipit darei informazioni che possono interessarvi relativamente, del tipo che è uno degli album, se non “L’Album”, che in assoluto hanno contribuito di più alla mia crescita culturale e musicale.

Esce nell’anno d’oro del Rap italiano, 1996 ,come alcuni tra i più grandi classici della storia della nostra umile penisola. L’album dà un vero e proprio insegnamento per ciò che sono le produzioni, assolutamente il punto forte, molto marcato è il segno personale di BusDeez, nonostante i beats suonino “classicissimi”, nel tipico suono anni ’90, suono che, qui in Italia, è stato inventato e insegnato da lui in primis, oltre che da Deda, Fritz, Ice One e volendo anche Fish con l’Area Cronica, vi farà piacere notare il continuo evolversi dello stile di Bassi al campionatore, che, nel corso degli anni ha compiuto pochi passi falsi, sicuramente perdonabili. Il primo classico insomma, che inaugura un felice periodo del Rap, periodo nel quale, proprio Bassi intervenì spesso con episodi superbi quali (Foto Di Gruppo 1998 e Rapper Italiano 2001) entrambi album di cui non parlerò, degni di discorsi specifici.

Concretizzando sul disco c’è poco da dire, nessun difetto evidente, anzi, nessun difetto e basta!

Per l’mceeng, Bassi non rappresenta un livello particolarmente alto, non è un Rap, il suo, troppo studiato sulla forma o sui tecnicismi, ma più istintivo, capace, molto spesso però, di coinvolgere più di chiunque altro, con strofe che, se non abbondano di incroci, arrivano però direttamente dal cuore dell’”Autore” fino al cuore del b-boy all’ascolto, che se le porterà dietro per un bel po’.

I brani non sono troppo differenti tra loro, vanno dai pezzi più hardcore che brillano per la produzione (“Meglio Riconoscere”,”Mettiti A Sedere”,”Puoi Sentirlo”) ai pezzi presi bene con atmosfere leggere o da jam (“Bella Bassi”,”Rappresento Per Il Fine Settimana”,”Tempo Di Cazzeggio”), se volete il pezzo megatematico non lo trovate, autocelebrazione all’ennesima potenza, a mio parere giustificata, tanta atmosfera Hip Hop, di quella più pura, pochi ospiti ma buoni, produzioni ad un livello sprecato per il pubblico italiano… stampato dalla MixMen connection, appunto nel 1996, ristampato dalla VibraRecords (Saifam) nel 2005, 9 brani e 6 skit compongono quello che, a mio parere è il secondo album migliore mai stampato in italia, e probabilmente il migliore per quanto riguarda le produzioni.

BEATS 10/10

TESTI 6,5/10

Migliori brani: “Puoi Sentirlo” (vi do un euro per ogni brano italiano che mi trovate più bello di questo), ”Niente Amore” e... potrei metterne tanti, ma voglio sottolineare questi due, in quanto vere e proprie perle, di valore altissimo.

VOTO COMPLESSIVO: 10

“…Così mi toccava di fisso il primo banco non per problemi di vista,nelle interrogazioni preferivo andare in..FreeStyle!...”

-Recensione scritta da Suiti Agca